I Primi mesi del progetto RAGE

A pochi mesi dal suo avvio operativo, il progetto RAGE si sta progressivamente consolidando come un dispositivo territoriale articolato, capace di mettere in relazione ascolto dei bisogni, strutturazione degli interventi e attivazione di percorsi educativi nei quartieri della città.

Promosso nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, RAGE nasce con l’obiettivo di rafforzare il benessere psicologico, sociale ed educativo degli adolescenti tra gli 11 e i 18 anni, intervenendo in contesti urbani complessi come il Ponente genovese e la Val Polcevera. Fin dalle prime fasi, il progetto ha assunto una configurazione chiara: non una somma di attività, ma un sistema integrato fondato su presidi territoriali, lavoro di rete e approcci educativi innovativi.

Uno dei primi passaggi fondamentali è stato l’avvio dei nodi territoriali di prossimità, spazi educativi pensati per essere accessibili e riconoscibili dai ragazzi e dalle comunità locali. Luoghi come la Casa del Custode a Cornigliano o Il Punto a Rivarolo hanno iniziato a ospitare le prime attività, configurandosi non solo come sedi operative, ma come veri e propri punti di riferimento per adolescenti e famiglie. Parallelamente, l’attivazione del Campo Base Garbo in Val Polcevera ha introdotto una dimensione complementare, legata all’educazione in natura e al benessere psicofisico, ampliando le possibilità di intervento oltre gli spazi tradizionali.

Accanto alla costruzione dell’infrastruttura territoriale, il progetto ha avviato un lavoro approfondito di analisi dei bisogni, coinvolgendo direttamente i ragazzi. La mappatura realizzata ha interessato oltre duecento adolescenti e si è sviluppata attraverso una combinazione di strumenti quantitativi e qualitativi, tra cui questionari e interviste. Questo processo ha rappresentato un elemento fondativo, non solo per la quantità di dati raccolti, ma soprattutto per l’approccio adottato, che ha riconosciuto ai giovani un ruolo attivo nella definizione delle priorità e delle azioni future.

In parallelo, si è lavorato sulla dimensione organizzativa e metodologica, con un percorso dedicato alla definizione di politiche di protezione e benessere dell’infanzia e dell’adolescenza. Attraverso la collaborazione con Defence for Children Italia, i partner del progetto hanno intrapreso un percorso di formazione e accompagnamento finalizzato a integrare pratiche di safeguarding all’interno delle proprie attività. Si tratta di un passaggio rilevante, che contribuisce a rafforzare la qualità e la sicurezza degli interventi, superando una logica meramente formale per costruire standard condivisi e operativi.

Le prime azioni educative e di attivazione hanno iniziato a prendere forma proprio a partire da questa base. Laboratori, attività culturali e percorsi espressivi stanno coinvolgendo gruppi di adolescenti nei diversi territori, con l’obiettivo di creare spazi di relazione, partecipazione e crescita. In questo contesto, iniziative come quelle legate alla street art hanno mostrato come l’intervento educativo possa intrecciarsi con la narrazione dei luoghi, contribuendo a generare nuove forme di appartenenza e a valorizzare le identità locali.

Tra le specifiche azioni implementate da Coopsse, i ragazzi sono stati portati a scoprire il territorio attraverso il nostro Campo Base Garbo. Tra i sentieri, le soste e il tempo passato assieme, continuando a costruire uno spazio educativo semplice ma importante, dove i ragazzi hanno potuto muoversi nella natura, fare esperienza e stare in gruppo.

Un elemento trasversale a tutte le azioni avviate è rappresentato dal lavoro di rete, che costituisce uno dei pilastri del progetto. La collaborazione tra scuole, servizi sociali, enti del terzo settore e istituzioni locali si sta progressivamente consolidando, dando forma a quella comunità educante che RAGE intende rafforzare. In questo processo, il contributo dei diversi partner, tra cui la Cooperativa Coopsse, risulta fondamentale per garantire continuità, radicamento e capacità di intercettare i bisogni emergenti.

Nel suo sviluppo iniziale, RAGE sta dunque costruendo le condizioni per un intervento che ambisce a essere duraturo e trasformativo. L’integrazione tra infrastruttura territoriale, ascolto attivo, definizione di standard condivisi e attivazione di percorsi educativi rappresenta una base solida su cui proseguire nei prossimi anni. In questa prospettiva, il progetto si configura non solo come un insieme di azioni rivolte agli adolescenti, ma come un investimento più ampio sul rafforzamento delle comunità locali e sulla capacità dei territori di prendersi cura dei propri giovani.