Progetti

Tra gli Alberi: prendersi cura del territorio, insieme

Referente di progetto per COOPSSE: Federico Persico

Mail di Contatto: csfvalpolcevera@coopsse.it

Sito di progetto: https://www.traglialberi.it/

Ci sono luoghi che, per essere davvero vissuti, hanno bisogno di essere guardati con attenzione. Sentieri nascosti, boschi dimenticati, piccoli segni di fragilità che raccontano quanto il territorio abbia bisogno di cura. È proprio da questa consapevolezza che nasce “Tra gli Alberi”: un progetto che mette al centro le persone e il loro legame con l’ambiente.

In Valpolcevera, tra colline e percorsi immersi nel verde, un gruppo di giovani ha deciso di trasformare l’attenzione in azione. Non un’iniziativa calata dall’alto, ma un percorso costruito giorno dopo giorno, insieme alla comunità.

Un gesto concreto, alla portata di tutti

“Tra gli Alberi” è prima di tutto un invito: fermarsi, osservare, partecipare.
Chiunque può contribuire, anche con un gesto semplice: segnalare un sentiero ostruito, un’area trascurata, un problema che rischia di passare inosservato.

A partire da queste piccole azioni, prende forma un lavoro più ampio fatto di:

interventi condivisi e partecipati.

cura dei sentieri e degli spazi naturali,

attenzione alla sicurezza del territorio,

tutela della biodiversità,

Ogni segnalazione diventa un punto sulla mappa, ogni intervento un passo verso un territorio più vivo e accessibile.

Costruire comunità attraverso la cura

Ma “Tra gli Alberi” è anche qualcosa di più profondo. È un modo diverso di abitare i luoghi: non da spettatori, ma da protagonisti.

Le attività sul campo, le giornate di lavoro condiviso, i momenti di incontro trasformano il progetto in un’occasione per conoscersi, collaborare e costruire relazioni. Prendersi cura del territorio diventa così anche un modo per prendersi cura della comunità.

In questo processo, i giovani hanno un ruolo centrale: portano energia, idee, capacità di attivazione. Ma il progetto è aperto a tutti, perché la responsabilità verso l’ambiente è un impegno collettivo.

Imparare facendo

Ogni intervento è anche un momento di apprendimento.
Attraverso l’esperienza diretta, si sviluppa una maggiore consapevolezza dei temi ambientali: dalla gestione dei boschi alla prevenzione del dissesto, fino alla valorizzazione degli ecosistemi locali.

È un’educazione che nasce sul campo, concreta e condivisa, capace di lasciare un segno duraturo.

Una rete che cresce

“Tra gli Alberi” è sostenuto da una rete di realtà che credono nel valore della partecipazione e della sostenibilità. Il supporto di enti e fondazioni permette al progetto di consolidarsi e di guardare al futuro, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più persone e territori.

Un invito aperto

“Tra gli Alberi” non è solo un progetto: è un modo di stare nei luoghi.
È l’idea che ogni sentiero possa tornare a essere attraversato, ogni bosco ascoltato, ogni comunità attivata.

E che tutto questo possa iniziare da un gesto semplice: decidere di partecipare.

Le Origini

Le attività verdi ed outdoor del gruppo giovanile Tra gli Alberi e di COOPSSE hanno oramai radici che risalgono a più di dieci anni fa.
Durante le gite svolte dal Centro Socio Educativo Cerchio Magico, servizio socioeducativo del CSF Valpolcevera, le ragazze e i ragazzi insieriti nel CSE, giovani tra gli 11 e i 14 anni in carico ai servizi sociali dell’ATS 41, si rendevano conto che i boschi e i rii sulle alture di Sampierdarena e della Valpolcevera attorno al “sentiero Cerchio Rosso” (percorso che collega Belvedere, Forte Crocetta, Forte Tenaglie e raggiunge il forte
Diamante) erano deturpati da sversamenti, abbandono di rifiuti ingombranti, inquinamento di vario tipo.
Si tratta di un vasto ambiente naturale e collinare, al confine con la densità edilizia e demografica, compreso tra Sampierdarena , Bolzaneto, Righi, Granarolo.
In più, a valle, un ulteriore effetto collaterale: questa situazione oltre a gnerare inquinamento e un pericolo per la biodiversità vegetale e animale, diventava un pericolo per i quartieri dove questi ragazzi vivevano, contribuendo al disssesto idrogeologico, aumentando il rischio di allagamenti, esondazioni e inquinando anche il torrente Polcevera, di cui i rii sono affluenti, e da lì la sua foce.
Occorreva fare qualcosa e, in occasione delle attività ordinarie del Centro, assieme alle educatrici ed agli educatori, si sono organizzate squadre di pulizia che hanno bonificato in particolare il primo tratto del sentiero, rimuovendo circa dieci tonnellate di pneumatici oltre a arredi, vari rifiuti ingombranti come scarti edili ed elettrodomestici.

Le attività

La crescente attenzione e partecipazione alle attività di pulizia hanno creato il bisogno e la possibilità per sviluppare una progettazione specifica, che andasse oltre lo spazio, i tempi e le sedi dei servizi socioeducativi e che creasse percorsi dedicati che, da un lato, contribuissero a tutelare l’ambiente naturale attorno ai quartieri di Certosa, Rivarolo, Bolzaneto e, dall’altro, dessero voce al protagonsimo delle ragazze dei ragazzi.

COOPSSE ha in prima battuta recepito l’istanza di sostenere con risorse specifiche le attività per poi cogliere l’occasione dei primi bandi di Fondazione Compagnia di San Paolo in modo da raccogliere risorse per la cittadinanza attiva delle/dei giovani e per proporre, con successo, inizative tese a potenziare e consolidare le attività.

Sono stati quindi realizzati negi anni progetti sempre più strutturati e diversificati, che hanno coniugato impegno per il patromonio naturale della cintura perirurbana, cittadinanza attiva, sostegno educativo per la valorizzazione delle competenze delle/dei giovani, contrasto alla povertà educativa, attivazione e inclusione. Dentro questa cornice sono stati realizzati tanti progetti con obiettivi e sopratutto beneficiari diversi, a partire dalla scuola primaria sino alle/ai giovani adulti neomaggiorenni o a rischio devianza, adulti fuori dal mercato del lavoro e azioni modulate a seconda del tipo di bando con cui venivano sostenute o del target coinvolto.

In sintesi sono state organizzate: attività di pulizia dei boschi e dei rii, attività di conferimento di rifiuti solidi ingomranti, attività di ingegneria ambientale per prevenire il dissesto idrogegologico, azioni di plantumazione, azioni a tutela della biodiversità, passeggiate di comunità, incontri e attività divulgative con esperti ambientali, feste e momenti aggregativi e conviviali, percorsi di borse lavoro e tirocinio, progettazioni partecipate di comunità, attività formative.

pettive di sviluppo che forse resteranno solo suggestioni e che andranno verificate ma ciò non ne sminuisce il valore di spunto motivazionale per orientare future progettazioni: piccola autoimprenditoria giovanile, attività in ambito ricettivo, ambientale, agricolo, forestale…ma sempre restando Tra gli Alberi e la città.

In sintesi sono state organizzate: attività di pulizia dei boschi e dei rii, attività di conferimento di rifiuti solidi ingomranti, attività di ingegneria ambientale per prevenire il dissesto idrogegologico, azioni di plantumazione, azioni a tutela della biodiversità, passeggiate di comunità, incontri e attività divulgative con esperti ambientali, feste e momenti aggregativi e conviviali, percorsi di borse lavoro e tirocinio, progettazioni partecipate di comunità, attività formative

Tra gli alberi

Le primissime/i protagoniste/i dei progetti verdi nel frattempo sono cresciuti e usciti dalla rete dei servizi ma sono rimasti con noi e hanno acquisioi autonomia: hanno quindi dato vita al gruppo informale Tra gli Alberi, un gruppo di giovani che con sempre crescente protsgonismo, si è affiancato a COOPSSE sia nella progettazione sia nella conduzione e coordinmento dei progetti “verdi”. E’ ad esempio in corso in questo periodo, dopo l’esperienza di IN 16159 – ingengeria naturalistica in Valpolcevera – il progetto RICOSTUIRE IL FUTURO PER LA COMUNITA’ NATURALE, sostenuto dal BandoSparkz! – Giovani che si attivano, di Fondazione Compagnia di San Paolo.

In mezzo…la pandemia

L’emergenza Covid ha messo in crisi i contesti educativi formali e informali, i luoghi aggregativi, la socialità, col rischio di acuire diseguaglianze e alimentare ritiro. L’intuizione di valorizzare l’outdoor come contesto educativo, aggregativo, di impegno e anche di immaginazione e desiderio, che nel frattempo si era radicata nel lavoro delle equipe dei servizi COOPSSE e delle/dei ragazze/i, ha contribuito a mitigare questi effetti grazie a un impianto già rodato e a risorse e attitudini mobilitate da tempo: appena terminato il lock down era possibili quindi poter già contare su una base solida dalla quale riprendere all’aperto le attività educative e anche mettersi a disposizione di altre agenzie e gruppi in un momento che ha visto l’attività all’aria aperta improvvisamente riscoperta da tutti.

Gli impatti

Nel corso degli anni sono state verificati sia il raggiungimento di risultati specifici sia di impatti più duraturi oltre che prefigurati obiettivi di più lungo periodo, sinteticamente:

  • Riattivazione di giovani a rischio ritiro o dispersione
  • Valorizzazione di competenze e talenti inespressi delle/dei ragazze/i
  • Potenziamento di skills trasversali utili a costruire percorsi di emancipazione e autonomia
  • Ribaltamento della narrazione sui giovani
  • Riappropriazione dello spazio del territorio da parte delle/dei giovani
  • Contrasto dal basso a fenomeni di illegalità
  • Costruzione di alleanze nel territorio e tra comunità urbana e comunità naturale
  • Protezione della biodiversità
  • Partecipazione e protagonismo
  • Protezione del territorio

Le/i beneficiarie dirette/i

Le attività hanno coinvolto ragazze/i in primo luogo, e in una prima fase, seguite/i dai servizi socio educativi della Vapolcevera quindi per lo più in carico ai servizi sociali. Da un lato, però, nel frattempo queste/i ragazze/i crescevano, uscendo anche dal circuito dei servizi, dall’altro, attraverso il “passaparola”, le reti amicali, i rapporti con le scuole, venivano agganciate/i ragazze/ di diverse età, non consciute/i ai servizi, spesso vulnerabili e a rischio di ritiro sociale ma anche giovani non in particolare condizione di svantaggio ma semplicemente attratte/i dalla possibilità di essere protagonisti nei loro quartiere e assieme agli amici. Alcuni progetti hanno coinvolto direttamente gruppi classe sia della primaria sia della secondaria di primo grado, anche con azioni partecipate di riordino delle aree esterne ai plessi, per migliorare il clima in classe e prevenire il drop out, altri erano e sono rivolti alle/ai giovani del territori, altri ancora hanno avuto come protagonisti giovani a rischio devianza o sottoposti a procedimenti penali oppure a rischi ritiro sociale ed esclusione.

Focus: il Campo Base Garbo e i terreni ex agricoli

Le/i ragazze/i negli anni si sono fatti notare: grazie al loro impegno un privato ha deciso di affidare a COOPSSE in comodato gratuito un ampio e bellissimo terreno, in zona madonna del Garbo. Una vasta proprietà un tempo adibita a uso agricolo che grazie ai progetti verdi è stata completamente bonificata, ordinata e attrezzata. Oggi è un centro vivo e crocevia di diverse attività: attività educative ed aggregative in natura per le/i ragazze seguiti dai servizi educativi diurni della Valpolcevera e con le scuole, attività di cittadinanza attiva per il protagonismo diretto delle/dei giovani, attività rivolte alla comunità come feste, seminari all’aperto, passeggiate. E’ uno spazio messo anche a disposizione di altre agenzie e gruppi che volessero utilizzarlo in coerenza con la mission del luogo.

In ultimo l’acquisizione in comodato d’uso di altri terreni ex agricoli, sempre in prossimità dei quartieri di Certosa e Rivarolo per oltre 8/10 ettari, ha fatto emergere l’attitudine alla conservazione e la presidio (presidio in contrasto ad attività illegali) di ambienti con un forte capitalizzazione naturale.

Sogniamo la progressiva definizione di una area naturale protetta (protetta dalla nostra cura) denominata “Selva Cartusia” votata alla salvaguardia e alla promozione della biodiversità in una prospettiva di Comunità Naturale.

Le criticità

Non è stato sempre facile e spesso si sono fati i conti con fisiologiche criticità. Non è sempre stato semplice trovare modi e canali per il conferimento dei rifiuti ingombranti: norme, contesto e responsabilità hanno speso reso necessario lunghe interlocuzioni con diversi uffici o importanti spese.

L’area è inoltre crocevia di diversi fenomeni di fenomeni di illegalità di diversa entità e gravità: dal “quotidiano” abbandono di rifiuti agli allevamenti non autorizzati, dall’edilizia abusiva alle attività della malavita in ambito ambientale.

Il Campo Base Garbo è stato anche vittima del furto di tutta l’attrezzatura con un danno di migliaia di euro.

Il sostegno finanziario

Continuativa è stata l’attività di progettazione condotta da Tra Gli Alberi e Coopsse, spesso con altri partner. La forza dei progetti e il loro valore è stato riconosciuto e premiato nel tempo e sostenuto, sulla base di precisi progetti con specifici obiettivi, da risorse finanziare messe a disposizione dai bandi di diversi soggetti quali Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Carige, Otto per Mille Chiesa Valdese, Impresa Sociale con I bambini, Fondo di Beneficienza Intesa San Paolo, FSE, Fondazione Garrone, scuole grazie ai fondi PNRR.

Amiche, amici, compagni di strada

Nel corso degli anni si sono uniti a questa avventura numerosi amiche e amici, di diversa provenienza o estrazione che si sono appassionati alla causa, al progetto e hanno dato una mano: chi collaborando in fase di progettazione e/o di realizzazione, chi mettendo a disposizione professionalità, chi risorse materiali o immateriali, chi anche solo seguendo e incoraggiando, chi cercando i ragazzi per segnalare interventi o idee: Ne elenchiamo alcuni: IC Teglia, IC Certosa, ALPIM, CAI sez. Sampierdarena, FIE, Ass. La Piuma, ass. le Libellule, ARCI Solidere, Viremonde, S Circolo Barabini di Trasta, Circolo ARCI I Perugina, Azienda Agricola La Tabacca, ma anche gruppi informali, cittadine/i, esperte/i…

Analogamente c’è stata interlocuzione con le istituzioni comunali, ai diversi livelli dell’Amministrazione: talvolta come committente, talvolta come partner nella presentazione dei progetti, talvolta per sostegno nelle relazioni e nei contatti: gli assessorati ai servizi sociali e all’ambiente, la Direzione di Area politiche Sociali e Welfare Cittadino, la Direzione Politiche dell’Istruzione per le Nuove Generazioni e Politiche Giovanili, la Direzione Ambiente, il Municipio V Valpolcevera.

Prospettive

Dopo quasi 15 anni di attività questo portato di esperienze e progettualità è già arrivato dove non ci si sarebbe aspettato potesse arrivare. Tante/ giovani sono passati dalle attività, con diversi livelli di ingaggio e protagonismo, sempre col principio della porta aperta. Non è possibile dire ora quanta strada verrà ancora fatta ma c’è spazio ancora per immaginare e desiderare con varie prospettive di sviluppo che forse resteranno solo suggestioni e che andranno verificate ma ciò non ne sminuisce il valore di spunto motivazionale per orientare future progettazioni: piccola autoimprenditoria giovanile, attività in ambito ricettivo, ambientale, agricolo, forestale…ma sempre restando Tra gli Alberi e la città.